controtelaio e cappotto termico : come lavorano insieme

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in questo articolo cercheremo di spiegare la stretta correlazione tra controtelaio e cappotto termico . Per quale motivo è importante valutarli bene e soprattutto progettare nodi di posa adeguati .

innanzitutto ti ricordiamo che in questo articolo del fondamentale lavoro svolto dal controtelaio termico, e cosa comporta la scelta di controtelai non adeguati, ad esempio in ferro.

 

 

Controtelaio e Cappotto Termico, come lavorano insieme 

 

Il sistema finestra e il cappotto termico di un edificio sono in stretta correlazione l’uno con l’altro. Il lavoro, a prescindere dal suo esecutore materiale, ha bisogno di essere regolato e raccordato, pena il cattivo funzionamento di entrambi.

 

Vediamo quindi come comportarsi per evitare situazioni in cui l’esecuzione di uno e dell’altro non sia stata fatta a regola d’arte. Prima regola fondamentale è che non esiste il tuttologo in fatto di costruzioni edile, è invece corretto immaginare un lavoro di cooperazione e comunicazione tra più professionisti.

 

Quando si parla di controtelaio è immediato pensare che il tecnico specializzato in serramenti sia la persona più idonea da ascoltare. Nella realtà accade però che l’impresa edile faccia da sola il lavoro che spetterebbe per conoscenze tecniche e tecnologiche al serramentista, perché accade tutto ciò?

 

Per capire il motivo di tale distorsione bisogna risalire al lavoro del progettista. E’ lui che decide come verrà costruito un edificio, approntando i disegni tecnici non fa altro che decidere chi li eseguirà.

 

Se il progettista non si confronta con il serramentista, è facile che non contempli nelle varie informazioni esecutive, il giusto modo di provvedere al falso telaio del sistema finestra e alla modalità di raccordo con la parete.

 

La situazione che si genera dal mancato confronto può arrivare a causare varianti di progetto in corso d’opera nel momento in cui va allacciato il cappotto esterno con il controtelaio.

 

Raccordare il cappotto termico con il serramento

 

La premessa fatta poco sopra, serve a definire un aspetto importante ma che però è solo ipotetico.

Capita infatti che nella pratica ci siano due condizioni diverse:

  • Nel primo caso i lavori di ristrutturazione o la nuova costruzione prevedono la copertura del foro finestra al grezzo. Ciò significa che il serramentista, congiuntamente con il progettista, identifica e preventiva i profili porta intonaco nel controtelaio oppure nel monoblocco isolato se è questo l’elemento isolante selezionato. Va da se che l’intervento debba farlo il serramentista, con buona pace di tutti e con un risultato ottimale per la resa energetica dell’edificio;
  • Nel secondo caso il serramento è già stato montato per cui l’intervento di coibentazione viene necessariamente fatto in coda. Il lavoro deve essere svolto da chi si dovrà occupare della posa dell’isolante.

E’ una puntualizzazione importante poiché solitamente tutte le parti non conoscono chi poi si dovrà occupare dei lavori di precisione e finitura.

 

controtelai termici

esempio di controtelaio termico in OSB e battuta in pvc

 

Che cosa sono il nodo primario e il nodo secondario?

Visto che stiamo parlando di installazione della cassa matta o controtelaio, è bene conoscere alcune terminologie di base per comunicare in modo adeguato con chi esegue i progetti e poi i lavori di posa.

Il risultato che ci aspettiamo da un ottimo lavoro di posa del serramento ha a che fare con il momento della progettazione. A meno che non siate del mestiere è difficile rendersi conto di alcuni particolari che poi danno origine ai preventivi.

 

Tutti desideriamo risparmiare è quindi fondamentale capire che quando chiediamo uno sconto sul preventivo, non ci devono essere decurtazioni di alcune informazioni che sono decisive per la buona riuscita dell’isolamento termico.

 

Sostanzialmente occorre che il lavoro finito sia fatto a regola, che vale a dire che devono essere eliminati:

  • I cosiddetti spifferi, sintomo che non è stato raccordato bene il lavoro tra i diversi sistemi di giuntura tra muro e serramento;
  • La condensa e la muffa, dipendenti da ristagno di umidità generata dalla differenza della temperatura di varie superfici interne;
  • Ponti termici secondo i quali la temperatura esterna si propaga all’interno della stanza;
  • Scricchiolii e movimenti indesiderati del serramento, dovuti alla cattiva posa oppure all’utilizzo di materiali che col tempo hanno modificato la loro forma.

 

La causa primaria di tutto ciò deve per forza risalire alla progettazione oppure alla realizzazione del progetto.

In particolare può succedere che la posa del serramento non ha seguito le corrette indicazioni di installazione del nodo primario e del nodo secondario, vediamo di cosa si tratta :

Il nodo primario è il punto di raccordo tra la parete dell’edificio e il controtelaio, in caso di cappotto esterno occorre avere un dettaglio tecnico molto accurato.

Il nodo secondario è il punto di collegamento tra il controtelaio e il serramento.

 

I due nodi sono uno la prosecuzione dell’altro, il sistema di ancoraggio e isolamento deve per forza di cose lavorare assieme al serramento.

 

 

Isolamento termico anche senza controtelaio e cappotto termico 

 

Molti edifici e case sono nati molti anni fa, per cui può capitare di dover intervenire su fori finestra senza controtelai. La sostituzione del serramento è l’unica possibilità che si ha a disposizione per generare isolamento termico e sonoro.

In particolare manca il nodo primario e non è possibile crearlo. Ci si chiede allora se sia possibile ottenere comunque dei buoni risultati.

Si dovrà procedere per realizzare una posa secondo quattro condizioni necessarie:

  • Eliminare i ponti termici: si tratta di elementi che attivano la trasmittanza termica, tipicamente i davanzali in marmo, il muro perimetrale e il cassonetto dell’avvolgibile
  • Attuare una sigillatura a regola d’arte con materiali adatti e specifici: solo in questo modo si evita il passaggio d’aria, acqua e vapore
  • Metodo di fissaggio duraturo: questo punto è delicato poiché dipende dalla tipologia del perimetro murale e dal suo stato di conservazione
  • Studio di posizionamento del serramento: la valutazione del tipo di posa e posizionamento spesso dipendono da soluzioni che sono palesi solamente quando si smonta il serramento vecchio. Si può decidere di montare l’infisso a filo parete esterna, oppure a filo parete interna. Nel caso si decidesse di montare il serramento sfruttando lo spesso della parete, si dice fissaggio a mazzetta.

Questo genere di lavoro è delicato ma anche frequente, è difficile improvvisarsi serramentisti, le variabili e le decisioni di opportunità da prendere sono parecchie. Fortuna che col passare del tempo i vari siliconi sono stati via via migliorati acquisendo caratteristiche di elasticità. In passato capitava spesso che un buon lavoro veniva vanificato proprio dai collanti e siliconi generici che non essendo elastici, dopo un paio di anni crepavano.

 

in conclusione : per svolgere un lavoro meticoloso in cui tutti gli aspetti tecnici non siano tralasciati, ti consigliamo di valutare attentamente l’aspetto controtelaio e cappotto termico .

 

consulente tecnico commerciale infissi AnGer Benevento

Massimo Mucci
Consulente Tecnico Commerciale AnGer

 

 

 

 

 

 

Sei un progettista o un tecnico che ha piacere nel confrontarsi, e perchè no, lavorare su un progetto condividendo idee finalizzate alla buona riuscita del lavoro ?

Sei un cliente privato che sta ristrutturando casa e vorrebbe avere dalla sua parte un serramentista evoluto capace di progettare efficaci nodi di posa cosi da evitare i problemi conseguenti a lavori frettolosi e non professionali ?

Puoi contattare i nostri uffici e richiedere un appuntamento con il nostro consulente tecnico commerciale specializzato in controtelai termici, monoblocchi, VMC , serramenti e loro relativa posa in opera .

Ufficio Commerciale e Showroom di Benevento : via Gaetano Rummo 7\9  – telefono 0824 54492

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